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Ben Stiller da ZelenskyNon so proprio cosa sia preso al mondo dell’arte. Sembrano tutti accogliere quanto succede nel mondo con una medesima filosofia, negli stessi identici modi, senza avere un’attimo di esitazione o di riflessione. Ma dov’é finito lo spirito dissacrante, rivoluzionario, controcorrente.. insomma, la libertà dell’arte? Che sia tutto ormai veramente ridotto all’essere al soldo del sistema? Come mai non si alzano voci diametralmente opposte alla corrente dominante?

Bono Vox e The Edge metro KievE’ il caso della guerra in Ucraina e del pensiero dominante che vede i russi come i colpevoli di tutta questa storia, della guerra che sono ormai mesi che va avanti. Nessuno ha mai provato a vedere quanto successo in modo diverso, preservando la propria autonomia di pensiero, non riducendo tutto alla sola russofobia. E così, come era già accaduto per il Covid e il suo vaccino (killer), dove il pensiero dominante ha sotterrato le voci contrarie al vaccino e che imponevano una riflessione sulla gestione della pandemia, cosi per la guerra in Ucraina, i media e di conseguenza i cittadini, si sono schierati uniformemente contro il nemico russo, a prescindere da tutto, seguendo il solco tracciato dal pensiero unico amplificato dal mainstream.

Sean Penn da ZelenskyFaccio questa premessa per far capire il contorno di quello che sto per dire e cioè il fatto che trovo stucchevoli le comparsate di cantanti, attori ed esponenti dell’arte e della cultura, che si sono messi in fila per stringere la mano e dare una pacca sulla spalla al fantoccio di turno, la marionetta ucraina che risponde al nome di Zelensky. Infatti come si può meglio definire un attore letteralmente “NATO”, che studia ogni sua mossa mediatica, che appare sempre a fuoco, che stringe il microfono come una star consumata, che usa le telecamere con tanta disinvoltura? Come si può dare credito a qualcuno che palesemente simula, perché è nella sua natura, la sua arte e il suo padron Sauron lo ha messo li proprio per quello?

Bono Vox e The Edge Metro KievIo trovo che questa schiera di Artisti, inclini al pensiero unico, la punta di diamante della totalità esistente, che si sono recati da Zelensky o che comunque hanno calcato il suolo ucraino portando il loro messaggio di solidarietà incondizionata, sono coloro che, con la loro presenza, danno un ulteriore sigillo di verità alle parole e ai fatti proferiti dal tizio che é ora presidente di una nazione, ma che ieri era un comico che si presentava con le braghe calate e con i tacchi a spillo davanti alle telecamere. 

Quindi, non posso condizionare il pensiero di queste persone, che hanno scelto di fare questi gesti e di sfilare davanti al presidente Ucraino e al mondo intero, ma posso, in fondo, chiedermi perché non ci siano artisti che vedano diversamente questa cosa e che non pensino a ghettizzare il popolo russo o che indichino ai loro followers, ai loro spettori, ai loro sostenitori, che i russi non sono il male e che l’intelligenza sta nel dividere i fatti e analizzarli profondamente senza cadere nell’errore di generalizzare e seguire i dettami che, a tutte le ore, i media impongono alla nostra mente.

Sean Penn in UcrainaPerciò quando vedo Bono Vox e The Edge nelle immagini del pezzo cantato nella metro di Kiev con un soldato ucraino, oppure vedo l’attore Sean Penn girare il suo documentario mentre in Ucraina si preparava la guerra o vedo, nei giorni scorsi, Ben Stiller – uno dei miei attori preferiti – stringere la mano e recitare la scenetta davanti a Zelensky, perdonatemi ma mi salgono la nausea e il rigetto di tutto questo.

Nessuno ha messo mai in dubbio quanto sta succedendo. Nessun artista canta un inno alla verità, un invito a capire cosa stia veramente succedendo e se tutto questo non sia invece l’ennesimo scempio filo americano, maneggiato ad arte, e servito alle masse per essere ingurgitato senza fiatare, pena l’annullamento mediatico dei non allineati.

Ben Stiller da ZelenskyQuindi scusatemi se il mio tarlo mentale è che sia impossibile che nessuno abbia un solo dubbio o che nessuno esprima una pensiero diverso dalla narrazione mediatica. La libertà e l’arte si compenetrano. Come può esistere arte dove non c’é liberta di esprimere un concetto nuovo e diverso o che metta in dubbio un intero sistema? Per questo motivo ora non credo più in questi artisti che pur in passato hanno fatto le loro lotte e riversato in musica il loro dissenso. Perché ora non sono la leva per il cambiamento? Perché ripetono a pappagallo la lezione diramata dal “Ministero della Verità” e non sono invece la voce di una coscienza libera? 

Temo che artisti cosi d’ora in avanti non potranno mai produrre nulla che valga la pena di essere ascoltata o vista. Sarebbe solo vedere il riassunto, la copia, la parola di un mondo senz’anima che procede avviluppato su se stesso, autoreferenziandosi ad ogni costo, che procede entro i limiti imposti dal sistema.