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Questo è un film frivolo con qualche tratto drammatico. È un film che mi ha sempre colpito perché solo apparentemente è un film superficiale. Questo film, tra l’altro, parla della solitudine di due persone, ossia Les e Toby. Il primo è un paparazzi che vive in un appartamentino fatiscente a New York. Un paparazzi che vive di foto rubate con lo scopo di procacciarsi qualche soldino per “mettere il piatto in tavola”. Il secondo è un homeless dal viso carino, un ragazzo che vive per strada, nei parchi, prende il cibo dalla spazzatura etc. Toby incontra Les e gli chiede di vivere a casa sua in cambio di lavorare per lui gratis. L’accordo si fa e Toby praticamente viene ospitato in un armadio.

Les è interpretato dal talentuoso Steve Buscemi mentre Toby è interpretato da Michael Pitt, attore quest’ultimo che forse tanti conoscono sia per “The dreamers” di Bertolucci che per apparizioni nella celebre serie televisiva “Dawson’s Creek”. Alison Lohman, invece, fa la parte della diva della musica pop di cui Toby si innamora: costei si chiama K’harma.

Il film mostra i retroscena dello star system televisivo di New York: vediamo party, vediamo girare scene di una serie televisiva per teen agers, vediamo le fragilità di K’harma.

Nel film viene messo in scena il contrasto tra reale e apparente. Toby, che vive per strada nella realtà, viene ingaggiato per un ruolo da homeless in una serie televisiva e interpreta la parte alla perfezione dato che lui è veramente un barbone. Toby è reale e K’harma si innamora di lui perché stanca e annoiata dalla superficialità dello star system, dall’apparenza del mondo della televisione e dello spettacolo.

Toby, quindi, riesce ad entrare nel mondo dello star system per il suo essere un homeless e per la sua storia d’amore con K’harma. Les, invece, non riuscirà ad entrare in quel mondo perché per lui quel mondo rappresenta il denaro da guadagnare: le persone di quel mondo non sono persone reali da frequentare, con cui uscire, sono solo persone da fotografare.

Ma a questo punto sorge la domanda: lo storia di Toby e K’harma, che vediamo nel film, nella realtà sarebbe possibile? Probabilmente no perché la storia d’amore tra i due non è altro che un vaneggiamento, un’utopia e rappresenta un film nel film, una sorta di meta-film. A questo punto il film sembra una “riflessione” sull’idolatria, sul fanatismo. Quando vediamo una folla di scalmanati accogliere Toby e K’harma ci rendiamo conto che quella folla è il ritratto tanto veritiero di tante altre folle che vediamo in tv quando arrivano le star del cinema o della televisione. Una “riflessione” e descrizione tanto acuta sul fanatismo, uno degli aspetti della società dell’immagine e dei consumi.