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INTRO
Fabio Armani -  Brave New Worlds“Durante le fasi conclusive di lavorazione dell’album “.Net Of Illusions” sentivo sempre più forte l’urgenza di iniziare a lavorare a del nuovo materiale” – dice Fabio Armani – “Qualcosa che fosse personale ed al tempo stesso universale e collegato con le più profonde sensazioni dell’umanità. In quel periodo la pandemia da COVID19 era divenuta il nuovo status cronico globale e un senso di disagio profondo ha cominciato a pervadermi spingendomi verso il pianoforte e quindi verso la composizione di nuovi pezzi.”

In questo modo sono state composte, sia in termini di musica che di testi, le prime tracce del nuovo album che a quel tempo non aveva ancora ne’ un nome e neppure un chiaro filo conduttore.

Tra le prime tracce possiamo certamente nominare “Dstry’U’Wrk” (versione cantata di un’omonima traccia strumentale presente su “.Net Of Illusions”) che ha un testo particolarmente coinvolgente. Possiamo dire che “DUW” è una canzone d’amore o meglio legata al sentimento di abbandono e perdita dell’amore o della persona amata che fa si che nulla più abbia senso e scopo arrivando a dire:

“I miss you
Oh I miss you! And let me dye Let me dye, now!”

CONCEPT
Lunaire - iSignals - Brave New WorldsIl ‘concept’ dell’album si è delineato chiaramente nel momento in cui sono stati composte i tre brani che ne delimitano (sia temporalmente che concettualmente) le frontiere. Ovvero le due “Lunarie” (‘prelude’ e ‘postlude’ che aprono e chiudono il disco) e a seguire “Melancholia”.
Da un punto di vista di genere musicale e potremmo dire anche di arrangiamento e strumentazione l’album è attraversato da almeno tre filoni (da pensarsi proprio come filoni minerari e/o di materia all’interno di un quadro polimaterico):

  1. il primo quello dei pezzi più propriamente progressive rock seppur ibridati da un notevole uso di elettronica (tra questi “Mirror Shades”, “Naked Soylent” …)
  2. il secondo potremmo definirlo acustico e di jazz contemporaneo. Contiene le tre tracce summenzionate, “Mistfall”, “Imp3rfection” e “Indoors II”
  3. l’ultimo è caratterizzato da tracce che potremmo dire maggiormente sperimentali e non-lineari (tutta la suite “239Pu” ne è un esempio)

Descrizione del concept
Dstry Ur Wrk - iSignals - Brave New Worlds“iSignals” è il terzo album concettuale della band di progressive rock BRAVE NEW WORLDS (BNW) ed è centrato sulle inquietudini dell’uomo moderno (paranoie, ‘melancolie’, angoscia, disturbi dell’umore …) rese ancor più evidenti dai drammatici eventi del contesto internazionale.

BRAVE NEW WORLDS è un progetto di ‘progressive rock’, concepito e realizzato da Fabio Armani, Andrea Fenili, Piergiorgio Lucidi e Luciano Masala con l’aiuto di molti altri validi artisti (ospiti dell’album e parte dell’ensemble allargato). Nel caso dei BNW, l’uso del termine ‘progressive’ più che riferirsi ad uno specifico genere musicale, andrebbe considerato come un’attitudine “open-mind”, ovvero una spinta ad andare oltre i confini ed esplorare territori musicali non ancora tracciati.

TRACCE
L’album concettuale “iSignals” è composto dai seguenti pezzi (organizzati in due CD):

CD1

1. Lunaire – prelude 4:10
2. Mirror Shades 7:05
3. Dstry ‘U’ Wrk 6:15
4. iSignals 12:22
5. Indoors I 7:00
6. Crystal Wings of Dawn 6:25
7. Wrecked Angel 9:10
8. Mistfall 6:25
9. Trapped 8:20
10 Melancholia 6:20

CD2

11. Indoors II 5:20
12. Imp3rfection 6:10
13. Touched with Fire 10:30
  Dichotomy  
  Painful Interaction  
  Coda  
14. Naked Soylent 11:34
15. Storm’s Eye 7:50
16. 239Pu Nuclear Burn 7:10
17. 239Pu Fallout 5:40
18. 239Pu Requiem 5:20
19 Lunaire – postlude 4.15

Download CD Booklet: iSignals – Brave New Worlds – concept ita (v 0.8)

Trapped - iSignals - Brave New WorldsL’inizio dell’album “iSignals” è affidato alla traccia “Lunaire – prelude” che introduce in maniera paradigmatica la tematica della pazzia e della difficoltà di vivere. Il testo è tratto liberamente del “Pierrot Lunaire” di Albert Giraud ed è cantato da Andrea Fenili supportato dai cori di Greta Moroni.  La chiusura dell’album è affidata alla traccia gemella “Lunaire – postlude” in cui i ruoli dei cantanti si invertono. A livello musicale sono facilmente riscontrabili degli elementi tematici/armonici comuni facendo delle due tracce una sorta di Yin Yang sonoro. Nell’album esistono alcune mini-suite che trattano il tema della ‘pazzia’ e della creatività “Touched with Fire”, della paranoia collettiva e dell’annientamento totale “239Pu” (nome dell’isotopo del Plutonio). Ma andiamo con ordine, ecco una breve descrizione di ciascuna traccia:

  1. “Lunaire – prelude” è parte di una triade di pezzi che si dispongono in modo peculiare nell’album “iSignal”, quasi a demarcarne i confini: all’inizio, alla fine ed esattamente al centro. Le altre due tracce sono “Lunaire – postlude” (a chiudere l’album) e “Melancholia” (esattamente nel centro. Queste tre tracce sono accumunate da una stessa tematica (la pazzia o più specificatamente la melanconia e la lunaticità) e da una serie di soluzioni armoniche, melodiche, timbriche e ritmiche comuni anche se ognuna ha la sua peculiarità. ad esempio “Lunaire – postlude” si apre con una frase dodecafonica al violoncello su cui poggiano degli arpeggi dissonanti e ambientali di piano prima di dar spazio ad una cadenza più armonica e comunque drammatica.

  2. “Mirror Shades” rappresenta il primo pezzo nell’album “iSignals” con una tematica fantascientifica (o meglio Cyberpunk). Da un punto di vista musicale è un pezzo di genere progressive rock venato di elettronica già a partire dalla sequenza che apre il brano, rapidamente supportata dalla sezione ritmica di Lenina al basso e John alla batteria, su cui si stagliano la linea di canto e gli assoli di chitarra e synth.

  3. “Dstry’U’Wrk” è una delle canzoni d’amore presenti nell’album “iSignals” ed ha un carattere drammatico ben evidente sin dai primi versi di un testo struggente:

    “Were I a painter, I’d burn all of my artwork
    Were I sculpting, I’d hammer down my statues”

Da un punto di vista musicale questa è una ballad di genere progressive rock con elementi dark ed elettronica in cui il sax è senza alcun dubbio un valore aggiunto.

  1. “iSignals” è sia la prima mini-suite sia la title track del disco ed è ispirata al romanzo di fantascienza “La voce del padrone” di Stanislav Lem in cui si indaga in termini filosofici sulla possibilità di ricevere una comunicazione di origine extraterrestre. Possiamo definirla fantascienza impegnata. Dal punto di vista musicale il pezzo – pur mantenendo una cifra stilistica progressive – ha momenti di elettronica contemporanea (intro e coda) e parecchie sezioni che potremo definire di carattere contemporaneo e cinematico caratterizzate da riff in tempo dispari. Il pezzo – essendo una suite – è piuttosto lungo e porta l’ascoltatore attraverso differenti ‘paesaggi’ sonori e differenti stati d’animo.

  2. “Indoors I” Questo è nuovamente un pezzo di stampo progressive rock il cui testo parla ancora una volta di paranoie e in particolare di allucinazioni e claustrofobia. Musicalmente è caratterizzato da un andamento ternario e dalla prominenza delle chitarre elettriche così come dal sax.
  1. “Crystal Wings of Dawn” – questa è la prima parte di una storia di trasformazione narrata in due canzoni (questa e la successiva “Wrecked Angel”). Il protagonista è lo stesso: un angelo che nella prima parte racconta la sua diversità e libertà dei voli all’alba su una città ancora addormentata e poi il desiderio di spogliarsi dei suoi ‘poteri’ e della sua immortalità per divenire uno di noi. Musicalmente è una ballad progressive rock in cui il dialogo è tra le voci e melodie di synth.
  1. “Wrecked Angel” – è un pezzo drammatico che narra della trasformazione (naufragio) di un angelo in essere umano. Il pezzo è un tipico progressive rock con parecchie sezioni e mood (espressi da variazioni ritmiche, timbriche e melodiche).
  1. “Mistfall” – musicalmente appartiene al filone di pezzi acustici riconducibili al genere jazz contemporaneo. Il testo è un misto di sensazioni (la nebbia del titolo) e di considerazioni più personali.
  1. “Trapped” – ecco nuovamente un pezzo di progressive rock con elementi epici. In questa canzone si tratta ancora una volta del tema della pazzia partendo dall’illusione di un intrppolamento tra i ghiacci.
  1. “Melancholia” rappresenta il punto centrale dell’album “iSignals” sia da un punto di vista della sua collocazione nell’album sia per quanto riguarda la tematica legata alla melanconia e alla pazzia che è uno degli argomenti. Per Fabio (Armani) che l’ha composta e scritto il testo è certamente un momento di profonda introspezione.
    Da un punto di vista musicale è un pezzo di genere ‘downtempo’ in cui si mescolano elementi etnici (nelle percussioni) che si colora poi di progressive rock su un tempo dispari. Come non menzionare la splendida tromba di Gergo Bille che duetta con il drammatico canto di Andrea Fenili supportato dai controcanti di Greta Moroni.
  1. “Indoors II” – questa traccia strumentale incentrata sul pianoforte ed un organico da camera (sax soprano, violino) è collegabile concettualmente e armonicamente a “Indoors I”.
  1. “Imp3rfection” – ecco un brano riconducibile al ‘filone’ del jazz contemporaneo. E’ un inno all’imperfezione in cui voce e sax ricamano melodie su una base di piano e ritmica jazz.
  1. “Touched with Fire” – ecco una delle mini-suite del disco particolarmente cara a Fabio Armani vista la tematica legata al disturbo bipolare. La musica segue l’andamento del testo alternando momenti con ‘mood’ (e quindi ritmo, armonia e melodia) molto diverso. E’ divisa in tre movimenti.
  1. “Naked Soylent” – con questa traccia ritornano le tematiche fantascientifiche (dedicate al film degli anni ’70 “Soylent Green”) ibridiate con la letteratura contemporanea “Il pasto nudo”. Musicalmente vive di un incrocio tra elettronica e rock progressive.
  1. “Storm’s Eye” – un pezzo di music progressive rock incentrato sul tema dell’ansia o meglio dell’attesa della catastrofe e del bisogno di stringere a se ciò che ci è più caro. Segnaliamo un bel solo di chitarra e un intreccio strumentale che verrà ripreso nei temi dei pezzi successivi.

A ridosso della conclusione del disco è presente la mini-suite “Pu239” composta dalle seguenti tracce:

  1. “239Pu Nuclear Burn” – l’olocausto nucleare si scatena travolgendo il pianeta e tutti noi. Abbiamo voluto rendere questa drammatica narrazione mediante un conflitto musicale. In pratica il gruppo si è diviso in due trii più le tastiere ognuno ancorato ad una scansione metrica diversa (in pratica 5 contro 7). La strumentazione è elettrica con elementi acustici (sax e violìni) ed elettronici (i synth). Dalla situazione strumentale che caratterizza gran parte del pezzo si apre un momento finale cantato e parlato in cui emergono frammenti di melodie di altri pezzi del disco.
  1. “239Pu Fallout” – l’olocausto è avvenuto e il pianeta èp avvolta dal ‘fallout’. Anche questo pezzo è basato sul contrasto ritmico dispari (questa volta in 9/8) su cui si inseriscono dei repentini guizzi in tempi dispari diversi su una metrica ben più veloce (trentaduesimi). Le melodie esposte da synth, vaiolino, chitarra elettrica e sax squarciano il pedaggio sonoro senza dare un minimo di speranza. All’improvviso si crea una cesura ed emerge il cantato accompagnato dalla bella tromba di George su una base molto simile a quella della parte finale di “Melancholia”. L’atmosfera è la stessa, anche la melodia ma il testo simile parla di paranoia e non melanconia. Il dramma individuale si è fatto collettivo. La chiusura del brano torna sulle ossessioni dell’inizio.
  1. “239Pu Requiem” – questo pezzo chiude la mini-suite presente nel disco con un pezzo diviso praticamente in due. La prima parte vede un assolo di chitarra elettrica che lotta per crearsi uno spazio narrativo con violino, sax, … e una seconda in cui ritorna il cantato (questa volta legato alle melodie di “Naked Soylent” leggermente modificate).
  1. “Lunaire – postlude” – il cerchio si chiude con questa traccia gemella dell’iniziale in cui molti sono gli elementi simili (come il testo preso sempre dal “Pierrot Lunaire”). La principale voce questa volta è affidata a Greta Moroni e il disco si chiude con i seguenti versi:

“In the wilderness of his mind
Echoing in muted tones
Like a plaintive sigh of crystal,
Showing my soul Showing my soul
My melancholy is dispelled:
Through my iridescent window”

MUSICISTI
Andrea Fenili - Brave New WorldsLuciano Masala - Brave New WorldsPossiamo di certo dire che senza tutti i musicisti che hanno partecipato al disco, “iSignals” non sarebbe quello che è. Di fatti al nucleo centrale dei BNW costituito da Fabio Armani, Andrea Fenili, Luciano Masala e Piergiorgio Lucidi affiancati dalla sezione ritmica (Lenina e John) si sono uniti moltissimi performer di grande spessore artistico e capacità tecniche provenienti da tutto il mondo. I pezzi sono stati composti da Fabio Armani (esclusa “Indoors I” che parte da un’idea di Andrea Fenili) e poi arrangiati in modo collaborativo prima di tutto dal gruppo e poi includendo i musicisti e virtuosi (voce, sax, violino, violoncello …).

Piergiorgio Lucidi - Brave New Worlds

Ecco quindi l’elenco completo dei musicisti che hanno collaborato alla realizzazione dell’album “iSignals”:

  • Fabio Armani: piano, piano elettrico, organo (Farfisa & Hammond), tastiere, sintetizzatori, strumenti etnici, campionatori, batteria elettronica, arrangiamenti, programmazione, ambienti ed electronic.
  • Ileana Baldassi: cori su “Mistfall” e “Storm’s Eye”.
  • Gergo Bille: tromba e flicorno su “Lunaire – prelude”, “Melancholia”, “Imp3rfection” e “Lunaire – postlude”.
  • Lenina Crowne: basso e stick.
  • Andrea Fenili: voce principale e cori – inoltre chitarra acustica ed elettrica su “Dstry ‘U’ Wrk”, “Indoors I”, “Naked Soylent” e “Storm’s Eye”.
  • Alberto Gatti: chitarre elettriche su “Lunaire – prelude”, “Indoors I”, “Storm’s Eye”, “239Pu Nuclear Burn” e “239Pu Fallout”.
  • Donata Greco: flauto traverso su “Storm’s Eye”.
  • Piergiorgio Lucidi: chitarre elettriche e acustiche.
  • Luciano Masala: chitarre elettriche e acustiche.
  • Kria McKenzie: cori su “Storm’s Eye”.
  • Greta Moroni voce principale su “Lunaire – postlude” e cori su “Lunaire – prelude”, “Dstry ‘U’ Wrk”, “Crystal Wings of Dawn”, “Wrecked Angel”, “Melancholia” e “Storm’s Eye”.
  • Isadora Novakovic’: violoncello
  • John (the Savage): batteria e percussioni.
  • Manuel Trabucco: clarinetto, sax soprano e sax tenore su: “Dstry ‘U’ Wrk”, “iSignals”, “Indoors I”, “Wrecked Angel”, “Mistfall”, “Indoors II”, “Touched with Fire”, “Naked Soylent”, “Storm’s Eye”, “239Pu Nuclear Burn”, “239Pu Fallout” e “239Pu Requiem”.
  • Peter Voronov: violino, violino elettrico e viola su: “Lunaire – prelude”, “iSignals”, “Crystal Wings of Dawn”, “Indoors II”, “Touched with Fire”, “239Pu Nuclear Burn”, “239Pu Fallout”, “239Pu Requiem” e “Lunaire – postlude”.

PROGETTI FUTURI
Possiamo concludere questa presentazione dell’album “iSignals”, accennando brevemente ai progetti futuri che vedranno impegnati i BRAVE NEW WORLDS.

Innanzitutto si riprenderà il lavoro sull’album “.Net Of Illusions II”, ovvero la continuazione del nostro precedente album. Verranno riprese alcune delle tematiche alla luce di quanto sperimentato in “’Signals”. Stiamo piuttosto avanti con la lavorazione dei pezzi e contiamo di pubblicarlo nel 2023.

“Ubik” questo è un progetto a cui siamo particolarmente legati ed è ovviamente legato all’opera di P.K.Dick. Contiamo di esplorare nuove dimensioni sonore e stilistiche. Come si dice “STAY TUNED” (contiamo di stupirvi).

Non mancheranno nel mentre nuove cover ed altri singoli che si andranno ad aggiungere a quelli già pubblicati e che ci consentiranno di omaggiare i nostri miti da una parte ed esplorare nuove tematiche e modi di fare musica dall’altra.

In conclusione, anche per il futuro ci sentiamo di ripetere il nostro ‘motto’:

MUSIC BEYOND BORDERS!

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