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Ho visto tante di quelle volte “Melancholia” che ho perso il conto. Sono letteralmente innamorato di questo film. Per caso lo trovo nel catalogo di Amazon Prime Video ed è inevitabile rivederlo.

Si parte da quelle immagini iniziali con il preludio a “Tristano e Isotta” di Richard Wagner, immagini iniziali che sono come quadri che scorrono in una presentazione Powerpoint. Questa parte del film ci sembra come una sorta di video arte, una video arte elitaria e sconvolgente che serve per “acclimatare” l’ascoltatore prima della scalata a questa montagna cinematografica/visionaria che rappresenta “Melancholia”, film del regista danese Lars von Trier, regista che non ha bisogno di presentazioni per la sua fama e per i suoi tanti capolavori.

Tra questi fermo immagine/quadro spicca quello in cui vediamo una angosciante Kirsten Dunst, la quale, per il film in questione, ha ricevuto il premio per la miglior interpretazione femminile al 64º Festival di Cannes. E infatti Kirsten Dunst è irresistibile in questo film: offre una prova attoriale di alto livello. La vediamo nei panni di Justine, una donna che si sta sposando. Mentre il matrimonio si sta svolgendo Justine è assalita da momenti di sconforto e depressione. La donna si rifiuta di “consumare” il matrimonio e poco dopo tradisce il marito con il nuovo collega di lavoro. Il matrimonio si conclude in malo modo e dopo vediamo Justine a casa di sua sorella Claire. Quest’ultima accoglie Justine malata di depressione, a tratti incapace di badare a se stessa. Kirsten Dunst è davvero irresistibile, come già detto, nei panni di Justine. L’attrice mette in campo una donna angosciata e angosciante che trasmette il suo stato d’animo di “angelo decaduto”(non a caso Justine vede Antares, la stella dello scorpione, stella che nella stregheria rappresenta un angelo caduto). Kirsten Dunst ci fa vivere passo dopo passo la decadenza di Justine, decadenza da grande copywriter e donna di successo nel suo lavoro a una persona incapace di badare a se stessa in alcune parti del film. Justine si trascina avanti per inerzia e solo grazie all’ausilio della sorella Claire. Costei, a differenza di Justine, vive il suo “matrimonio di successo” con uno scienziato in una casa mastodontica. Charlotte Gainsbourg interpreta Claire ed anche questa attrice non manca nell’offrire grande prova nel suo talento. Kiefer Sutherland impersona John, il marito di Claire. Stellan Skarsgård, invece, impersona il datore di lavoro di Justine. Quindi un cast stellare al servizio di questo film.

Ma il vero protagonista del film, il protagonista principe non è Justine. Il protagonista è Melancholia(attenzione spoiler), un pianeta che si scontra con la Terra decretando la sua fine insieme alla fine del genere umano e di tutti gli esseri viventi. Questo pianeta bluastro, il colore della depressione, rappresenta l’esternazione della melanconia di Justine: è talmente grande ed incontenibile che prende la forma di un intero “pianeta distruttore”. La scena finale nella quale Melancholia diventa sempre più grande all’orizzonte fino a distruggere la Terra è davvero una scena apocalittica e piena di tensione e pathos: Justine, Claire e il suo figlioletto sono inermi e non possono che soccombere.

Melancholia si presenta come un disaster movie dal carattere anti-borghese e anti-sociale. Mentre Claire rappresenta la famiglia e i valori positivi/borghesi Justine fa di tutto per demolirli. Inoltre abbandona il suo lavoro e vive una vita di inettitudine, una vita anti-sociale.

Quindi, ricapitoliamo. Grande attrice nel ruolo di protagonista in compagnia di un cast stellare; superba scelta della colonna sonora(Il “Tristano e Isotta” di Wagner)(per conferire al film sia senso di aulico che austerità), carattere visionario,anti-borghese e antisociale del film. Inoltre aggiungiamo che sono sparsi nel film riferimenti pittorici di rilievo. Insomma, una montagna visionaria, simbolica, cinematografica, sonora tutta da scalare…