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Su Rai Play disponibile per tutti trovate il fantastico documento “The Dark Side of the Show” che ci mostra cosa si muove dietro i concerti dei nostri beniamini. Un’esercito di lavoratori dello spettacolo, di professionisti e maestranze di ogni genere che permette ad uno stadio vuoto, un’arena, una piazza di essere predisposta per farci assistere ad uno dei spettacoli più belli della nostra vita: un concerto! Senza il loro lavoro nulla si sentirebbe e nulla si vedrebbe. Un lavoro che per il 98% delle volte nasce proprio dalla passione per la musica che diventa forza propulsiva per reggere i ritmi estremi che questo mestiere richiede. Tutto deve essere perfetto e senza problemi. Il piano “b” non esiste, bisogna che lo spettacolo vada avanti. Miliardi di piccoli tasselli che devono andare al loro posto prima delle tre ore fatidiche che intercorrono dall’apertura dei cancelli per l’ingresso del pubblico alla fine della performance con il deflusso dei partecipanti. E poi si inizia di nuovo sino a mattina per smontare tutto e rimontare il giorno dopo in un’altra città. E di nuovo tutto d’accapo. E’ un mondo intero che si é fermato a causa della pandemia. Le oltre 500.000 persone che lavorano in questo indotto – senza contare i milioni di artisti e collaboratori – sono rimaste a casa dimenticati da tutti, soprattutto dalla politica che ha dato  priorità all’apertura di settori trascurabili, mettendo sul lastrico migliaia di famiglie e ditte. Molti sono stati costretti a cambiare mestiere per poter sbarcare il lunario ma gli altri attendono che il circo riprenda a funzionare con numeri accettabili, certo, con le dovute misure di sicurezza. Un docu-film narrato dalla voce dei protagonisti e con la partecipazione di un grandioso Manuel Agnelli. Tenete duro ragazzi, siamo con voi! Da vedere assolutamente.